Studio di fattibilità

Nel nostro team operano diverse figure professionali con competenze diverse e trasversali in grado di analizzare le questioni burocratiche per l’ottenimento delle autorizzazioni urbanistiche Comunali. Lo studio di fattibilità può essere eseguito anche direttamente da un tecnico di fiducia del cliente ed eventualmente interagire con il nostro staff.

In Italia, a parte in alcune Regioni come il Trentino Alto Adige o il Veneto, non esiste una normativa dedicata alla casa sull’albero a differenza di come avviene in diverse aree del mondo. Le linee guida per la progettazione di case sull’albero fanno riferimento al “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” (DPR 380/2001). Bisogna quindi presentare all’ufficio tecnico comunale il progetto preliminare secondo la normativa vigente e il piano di governo del territorio (PGT) del Comune di riferimento. 

Tipologie di case sugli alberi

Sono varie le scelte progettuali che si posso scegliere in base alle esigenze del cliente. Una casa sull’albero può essere ad uso privato o ad uso ricettivo, può essere una casetta gioco, una semplice terrazza oppure una struttura per il birdwatching.

L’analisi iniziale porta allo sviluppo di un progetto, le scelte strutturali sono dettate per prima cosa dall’albero stesso: alcuni alberi presentano struttura e sviluppo adatte all’ancoraggio diretto all’albero tramite serraggi e appendimenti tramite funi; altri meno strutturati richiedono la presenza di palafitte sottostanti. Questa analisi strutturale porta alla definizione del progetto con caratteristiche e tipologie differenti. L’altezza a cui posizionare la casa oltre che da valutazioni tecniche è determinata dall’ambiente circostante, dal paesaggio e dagli scorci che si aprono alla vista alle diverse altezze. 

Una casa sull’albero può essere un rifugio, in cui isolarsi, trovare un po’ di pace dalla routine quotidiana, godersi una buona lettura, prendersi cura di sé; può essere un luogo in cui lavorare, un ambiente rilassante in cui esprimersi e concentrarsi; può essere un nido in cui tornare bambini e riscoprire con gioia il valore del tempo che passa.

Ognuno di noi ha un ricordo che lo porta a desiderare di allontanarsi dal terreno, di guardare il mondo come un esploratore, più vicino al cielo, sentire il vento ed i suoni della natura, guardare le stelle e sognare.

La progettazione

Quando progettiamo e realizziamo queste opere sappiamo che non stiamo semplicemente consegnando una struttura, ma un sogno, un luogo in cui si creeranno ricordi, un luogo che ospiterà i proprietari come un caldo rifugio, un luogo magico da vivere in tutte le stagioni, dove osservare la natura, dove rilassarsi e ritrovare pace, dove giocare e continuare a sognare, a qualsiasi età.

Seguire le fasi di realizzazione fino alla consegna delle chiavi della porta d’ingresso è un’esperienza importante perché permette al cliente di veder crescere il proprio sogno, ai progettisti di vedere realizzare il loro progetto e ai costruttori l’orgoglio di creare fisicamente un‘opera che rispecchia le aspettative di tutti.

1.

Analisi geologica
e morfologica

Questa fase pone variabili diverse a seconda del territorio dove ci si trova in quanto ogni contesto ha caratteristiche microclimatiche e ambientali differenti.

2.

Esame
dell’albero

Esame di salute e crescita dell’albero sul quale si intende realizzare la struttura avvalendosi della consulenza di tecnici agronomi e strutturisti

3.

Idea
progettuale

Progettista e cliente interagiscono, il primo traducendo in forma il desiderio astratto del secondo. Ogni angolazione ed ogni affaccio possono guidare le scelte progettuali.

4.

Progettazione esecutiva

Scelta dei materiali, computi metrici, analisi strutturali, presentazione del progetto all’ufficio tecnico di competenza e infine la realizzazione in falegnameria.

5.

Cantiere
edilizio

Il momento più entusiasmante in cui tutto prende vita.

Indagini arboree

L’albero è una entità biologica composta da diversi elementi: la chioma maestosa e il fusto, visibili sopra il livello del terreno, e l’apparato radicale, in parte affiorante e in parte celato sottoterra. Ognuno di questi elementi ha funzioni fisiologiche specifiche nella crescita, la nutrizione e la riproduzione di una pianta. L’albero è però anche un’entità fisica e meccanica in cui agiscono forze che lo sostengono, gli permettono di stare dritto e protendersi verso il cielo; ha un peso e un baricentro ponderale, un sistema radicale che lo àncora al terreno, una chioma che fa da vela. Le forze meccaniche che caratterizzano una pianta mutano con essa durante il lento e complesso processo di crescita, sviluppo, differenziazione degli organi vegetali; in questo modo la pianta si adatta all’ambiente in cui è radicata e trova il proprio equilibrio.

Una casa sull’albero è un elemento aggiuntivo che può perturbare l’equilibrio, perciò Over-IT si avvale della consulenza dei dottori agronomi dello Studio Tovaglieri esperti nella valutazione dello stato di salute e sicurezza degli alberi prima di intraprendere un progetto.

costruzione case sull'albero

Quale albero può ospitare una casa sull’albero?

Innanzitutto l’albero deve avere una dimensione e una struttura tale da permettere la realizzazione di un piano fruibile sollevato dal livello del terreno. Questa è la questione primaria: la sicurezza e la fattibilità del progetto, da cui si comprende l’importanza basilare di avere strumenti e conoscenze che permettano di valutare la salute e la sicurezza di una pianta arborea.

L’albero può avere una forma globulare e una chioma compatta che, anche senza raggiungere grande altezza, colloca la casa in un ambiente protetto e segreto; oppure l’albero può essere fortemente slanciato verso l’alto, in questo caso la casa o la terrazza, sempre realizzate ad una altezza facilmente accessibile e sicura, avranno la particolarità di essere sovrastate da una consistente porzione di albero che si allunga evocativamente verso il cielo. Si intuisce quindi che la scelta dell’albero si basa chiaramente sulla portanza e la capacità tecnica del legno di sostenere una peso e una struttura orizzontale, ma non si esaurisce in questo. Se nel proprio giardino c’è più di un albero che dal punto di vista meccanico può sopportare il carico aggiuntivo di una costruzione abitabile, la selezione si basa sia su aspetti pratici che emotivi. I risvolti pratici, banalmente, sono se la pianta è caducifoglie oppure no, se porta frutti più o meno spinosi o imbrattanti una volta caduti, se produce sostanze odorose gradevoli o sgradite, se è una essenza particolarmente resinosa. Preso atto di questi fattori oggettivi, è da considerare il valore ornamentale della pianta che si va a trasformare, valore che può essere incrementato dalla casa, un elemento che crea un legame affettivo aggiuntivo, oppure svalutato dagli interventi necessari alla costruzione.

Sicuramente un albero su cui è possibile la collocazione di una Treehouse non è un albero irrilevante nel giardino o nella proprietà, ma è un albero che impone la propria presenza e caratterizza lo spazio che lo circonda. L’attenzione che si concentra sulla pianta selezionata e l’analisi tecnica che ne consegue per valutarla atta ad ospitare le persone tra i propri rami diventano una opportunità di cura e conservazione di un bene, riconosciuto come tale e impreziosito dalla casa sull’albero.

Le specie di alberi su cui è possibile collocare una Treehouse sono varie, in genere le piante che hanno dimensione sufficiente sono:

  • alberi decidui come querce (farnie o rosse), faggi, olmi, tigli, castagni;
  • conifere come cedri e abeti.

Come già sottolineato, pur essendo tutte queste essenze adatte, è fondamentale valutarne lo stato di salute e sicurezza ed eventuali difetti strutturali, ma non sono da trascurare neanche le caratteristiche tipiche della specie che possono essere fastidiose abitando l’albero, come la presenza dei ricci del castagno o la resina delle conifere.

La valutazione dello stato di salute e sicurezza degli alberi

È un servizio di diagnosi differenziata a seconda della situazione in cui si trovano gli alberi e del contesto in cui sono inseriti. 

Nel caso di un singolo albero di dimensioni importanti si inizia con una attenta indagine visiva condotta secondo un protocollo definito e riconosciuto a livello internazionale, chiamato VTA – Visual Tree Assessment, che definisce la Classe di Propensione al Cedimento dell’albero in esame. Le classi sono indicate con lettere dell’alfabeto dalla A alla D: un albero assegnato alla classe A è un albero che non ha alcun difetto o anomalia, tanto che i rischi di schianto e caduta non sono legati allo stato dell’albero ma ad eventi statisticamente non prevedibili. In caso di difetti sempre più marcati e strutturali un albero viene assegnato ad una classe inferiore fino ad arrivare alla classe D, in cui l’unico destino possibile per l’albero è l’abbattimento e la sostituzione.

L’analisi visiva può essere supportata da una analisi strumentale, che indaga le caratteristiche fisiche, meccaniche e sanitarie degli alberi.

L’analisi visiva è completamente non invasiva. Le analisi strumentali che attua lo Studio Tovaglieri sono di diverse tipologie e hanno diversi gradi di invasività.

  1. Indagine strumentale con dendrodensimetro (Resistograph): permette di studiare i tessuti legnosi all’interno dell’albero, valutando la resistenza che il legno offre alla penetrazione di un sottile ago in acciaio, in modo da riconoscere il legno sano e il legno affetto da carie.
  2. Tomografia del tronco con tomografo elettrico o sonico (Picus 3 e Arbotom): tali strumenti sono in grado di evidenziare lo stato del legno interno di un tronco attraverso la misurazione della velocità di propagazione di impulsi elettrici o sonici nel legno. Ogni tipologia di legno possiede la propria velocità specifica di trasmissione; valori anomali rispetto agli standard indicano anomalie del legno riscontrabili come cavità, carie o semplici discontinuità.

Le rilevazioni tramite tomografia sono completate da elementi aggiuntivi e applicazioni che aumentano la precisione delle analisi:

  • Picus Calliper consente di rilevare la geometria dell’albero nella sezione di misura. L’applicazione combinata di tomografia sonica (SoT) e di resistività (ERT) fornisce informazioni essenziali sui difetti nell’albero.
  • Picus Tree Motion Sensor 3 misura la rotazione della zolla radicale quando l’albero è sottoposto all’azione del vento. Tale valore è un indicatore del grado di ancoraggio di un albero al terreno.
  • Le applicazioni radicali analizzano la soluzione di continuità presente tra tronco e radici, fornendo indicazioni sull’estensione dell’apparato radicale.

Lo Studio Tovaglieri, ad integrazione dell’analisi tomografica radicale, effettua la valutazione della portanza ed ospitalità del terreno per le radici tramite prove penetrometriche e analisi di laboratorio dei parametri fisici e chimici del terreno.

I tecnici dello Studio Tovaglieri identificano per ogni caso specifico la tecnica strumentale più opportuna, prediligendo la minor invasività e il minor rischio per l’albero e l’ambiente circostante.